Torso del Belevedere

Il Torso del Belevedere: la fortuna di una scultura multipla

Il Torso del Belvedere ai Musei Vaticani ispirazione di Michelangelo!

Apollonio, figlio di Nestore, ateniese. Questa la scritta che troviamo sul basamento del Torso del Belvedere, scultura che rimasta come punto di riferimento per l’arte scultorea antica. L’autore certo non si aspettava che la sua opera riscuotesse tanto successo per tanti secoli a venire.Tanto da rendere il suo nome così duraturo ed eterno.

Il torso in marmo porta con sé un alone di incertezza circa il suo ritrovamento. Ipotesi lo vollero ritrovato a Campo de’ Fiori al tempo di Giulio II, oppure proveniente dalle Terme di Costantino. Mentre non si ha certezza di nessuna delle due ipotesi, è invece sicuro che la statua già a partire dal 1400 si trovava a Palazzo Colonna, sul Quirinale. Tuttavia Clemente VII volle la statua in Vaticano, e qui fu collocata all’aperto, nel cortile del Belvedere. È stata proprio questa posizione a battezzare la statua, che al tempo doveva essere in compagnia dell’Apollo del Belvedere, collocato nel medesimo luogo. Bisognerà aspettare il papato di Clemente XI affinché la statua trovi protezione sotto un porticato. Oggi è visitabile all’interno dei Musei Vaticani, nel complesso del Museo Pio Clementino.

Il torso del Belvedere oggi

L’ammirazione che oggi questa scultura suscita è la stessa che ha suscitato durante i secoli. A prova di ciò notevoli schizzi, disegni della scultura sono stati riprodotti, soprattutto durante il romanticismo. Notevole anche la letteratura in proposito, che si è dibattuta soprattutto sull’identificazione del personaggio che Apollonio volle ritrarre. Una delle prime ipotesi che sono state proposte vuole l’identificazione della statua con Ercole, a riposo dopo un combattimento. L’ipotesi si faceva forte del tessuto con il quale il basamento della statua è ricoperto, tessuto che alcuni studiosi hanno ricondotto alla pelle del leone che vestiva il corpo del leggendario eroe. Tuttavia in epoche più recenti, gli studiosi si sono trovati d’accordo nell’identificare l’audace statua con il personaggio di aiace della guerra di Troia.

La storia e le origini

Questa informazione è stata resa possibile dallo studio della Tabula Iliana, presente ai musei capitolini. Si tratta di un documento preziosissimo. Ritrovata tra le rovine romane della Via Appia. Si tratta probabilmente di una copia di un’opera greca, di una pittura o una scultura. L’opera presente ai musei capitolini è invece di età augustea. La ricchezza informativa apportata dalla scultura è data dal fatto che vi sono rappresentate scene della leggenda troiana, e la fonte di queste informazioni è ben documentata sulla scultura stessa: ovviamente l’Iliade di Omero e altre opere letterarie greche come l’Etiopide di Arctino.

Proprio la Tabula Iliana rappresenta, tra le altre figure, una piccolissima figura nella medesima posizione del Torso del Belvedere. Sotto la figura si legge chiaramente il nome di Aiace scritto in greco. È questa un’informazione importante perché svela finalmente il mistero del personaggio della statua. Su questo filosofi, storici e artisti come Michelangelo si sono dibattuti. La statua del Torso del Belvedere ci insegna in ogni caso che la bellezza è insita non solo nella completezza delle figura e nella sua perfezione ma anche nell’incompletezza, nell’incompleto.

Visitando i Musei Vaticani a Roma è possibile scoprire le analogie tra la statua e gli affreschi della Cappella Sistina. In particolare, la figura del Cristo nel Giudizio Universale che trionfa sopra l’altare maggiore. Di questo straordinario affresco parleremo nel prossimo post dedicato ai tesori vaticani.

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